10 giugno 2010 - Ferrara, Cronaca, Politica

Il Governo taglia 5 milioni alla Provincia

L'assessore Nardini: "E' insostenibile". In consiglio provinciale si è parlato anche di sicurezza stradale

Un Consiglio provinciale incentrato sulle conseguenze della manovra del Governo sulla Provincia. Ma ieri si è discusso anche di sicurezza stradale e della convenzione con il Comune di Jolanda di Savoia per l'installazione dei tutor. E' stato l’assessore Davide Nardini a parlare, in un fuori onda, delle conseguenze della manovra di rientro dei conti pubblici del Governo sulla Provincia. "Normalmente lo Stato trasferisce risorse alla Provincia per circa 5 milioni di euro l’anno a titolo di compartecipazione Irpef - ha esordito l’assessore al Bilancio - e ora il taglio si annuncia di 1.793.000 euro per il 2010 e di 2.989.000 per il 2012. In tutto la sforbiciata vale 4.772.000 euro; in pratica si neutralizza per il prossimo biennio quasi l’intera entità dei trasferimenti statali". A questo si aggiunge la considerazione secondo la quale a metà anno è già possibile prevedere un calo delle entrate sul bilancio della Provincia in merito all’Ipt (l’imposta sull’acquisto automobili) ed Rc auto (sulle assicurazioni) di 1,5 milioni (entrate ridimensionate sui 31,5 anziché gli iniziali 33 milioni di euro). Il che porta a complessivi 6.272.000 euro il mancato incasso globale della Provincia nel prossimo biennio. “Una volta pagati il personale (18 milioni per circa 480 dipendenti), i mutui (5,5 milioni) e 4 milioni di utenze – commenta Nardini – in pratica il bilancio è quasi chiuso. Ci auguriamo – prosegue – che la manovra sia modificata. Dieci miliardi sul sistema delle autonomie e le restrizioni del patto di stabilità finiscono in pratica per mettere in mora la Provincia. È perciò una manovra insostenibile".

I lavori del Consiglio sono poi proseguiti con la presentazione da parte dell’assessore con delega alla Sicurezza stradale, Tonino Zanni, della delibera sulla convenzione per la realizzazione condivisa tra Provincia e Comune di Jolanda di Savoia del progetto “Elevazione della sicurezza stradale provinciale – il controllo della velocità”. Il progetto, in sintesi, prevede l’installazione di postazioni di controllo, sia puntuale che medio, della velocità sulle strade provinciali, il versamento al Comune di una parte degli incassi introitati dalla Provincia (il 15% il primo anno, con incrementi annuali del 5%, fino ad un massimo del 50%). Introiti che sono finalizzati alla realizzazione di progetti per il miglioramento della sicurezza sulle strade, presentati congiuntamente alla popolazione. La Provincia, inoltre, potrà destinare parte dei proventi alla Polizia stradale per compiti di educazione stradale. Per Antonio Fortini (PdL) "il tutor è un dissuasore di velocità, ma se installato in brevi tratti di percorrenza non serve a raggiungere i suoi obiettivi fondamentali. Non sarebbe male dopo il tutor che ci fossero ulteriori tratti sotto controllo della Polizia stradale". "Non è importante lo strumento - ha comentato poi  Ugo Taddeo (PdL) - ma l’uso che se ne fa. L’uso non corretto delle attrezzature è quando esse non sono poste in modo visibile, ma occultate di proposito agli automobilisti. Comunque la delibera non deve essere il pretesto per fare cassa". Sercondo Mario Castelluzzo (Pd) "la convenzione con Jolanda può fare da battistrada perché questi sistemi, puntuali e medi, servono a conseguire i risultati voluti di minore incidentalità. I sistemi mobili, invece, spesso sono usati in modo tutt’altro che esenti da critiche". "Ho già dato disposizione a Comacchio - ha spiegato Paolo Carli (Pd) - che gli introiti dagli autovelox non devono essere più un obiettivo di bilancio da raggiungere, ma semplicemente un servizio in termini di sicurezza stradale". Secondo Marcella Zappaterra, presidente della Provincia, "oggi velox, telesaser e regolatori di velocità sono generalmente ampiamente segnalati; per prendere una multa occorre essere distratti o deliberatamente violare le regole. Dall’analisi del numero delle morti sulle strade emerge che le cause principali dipendono non dallo stato manutentivo delle carreggiate, ma dai comportamenti delle persone. Purtroppo abbiamo anche il dato incontrovertibile che laddove le strade sono meglio tenute, lì si registrano anche le velocità più elevate. I sistemi di rilevazione della velocità non sono l’unica soluzione, ma è impensabile risolvere il problema senza l’ausilio di questi strumenti". Le conclusioni del dibattito le ha tratte lo stesso Tonino Zanni: "ciò di cui si discute - ha detto - sono esclusivamente postazioni fisse. Nella delibera si parla esplicitamente di progetti per il miglioramento della sicurezza stradale, compreso il contributo alla Polizia stradale su questi temi. L’obiettivo è la sicurezza sulle strade e non fare cassa".

Nella dichiarazione di voto Davide Verri (Per Noi) ha annunciato la propria astensione, chiedendo precise garanzie che gli introiti sino effettivamente destinati a progetti di sicurezza stradale. In tal senso prima del voto è stato approvato un emendamento che modifica il passaggio della delibera in cui si afferma che la “Provincia potrà destinare una percentuale di detti introiti alla Polizia stradale”, con la sostituzione della parola “potrà” con “dovrà”. La delibera è stata approvata con 27 favorevoli e un astenuto. Il consigliere Carli, che in un primo momento aveva annunciato la propria astensione, in realtà non ha partecipato alla votazione.

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