8 marzo 2017 - Ferrara, Economia & Lavoro

Pesca, uno sportello informativo per la Riviera

Iniziativa di Coldiretti, inaugurazione il 9 marzo a Mesola

Da “cacciatore” a “coltivatore”, il settore della pesca in Emilia Romagna si trasforma e si orienta sempre più verso l’acquacoltura marina, con i pescatori che riducono la pesca in mare aperto e investono negli allevamenti di pesce. Lo evidenzia Coldiretti Impresapesca Emilia Romagna in una nota stampa, alla vigilia dell’infoday della pesca promosso per fornire agli imprenditori del settore tutte le informazioni e gli strumenti per accedere ai finanziamenti europei del Feamp (Fondo europeo affari marittimi e della pesca), che ha stanziato 39,5 milioni in Emilia Romagna per il periodo 2014-2020. Lo sportello informativo di Coldiretti Impresa Pesca Emilia Romagna per la Riviera Romagnola sarà presentato domani, giovedì 9 marzo, dalle ore 11.00 alle 13.00 a Mesola (Ferrara), presso la Sala della Cultura in via Mazzini 6, alla presenza del responsabile nazionale di Coldiretti Impresapesca, Tonino Giardini.

Alla fine del 2015 (ultimo dato disponibile), secondo le elaborazioni di Coldiretti Impresa Pesca regionale su dati Unioncamere, le imprese di acquacoltura marina in Emilia Romagna erano 1.260, in crescita rispetto alle 1.012 di fine 2009, mentre le imprese di pesca marina erano decisamente in calo, attestandosi a fine 2015 su 683 imprese contro le 778 del 2009. Alla base di questo cambiamento epocale – secondo Coldiretti Impresapesca – ci sono fattori ambientali, dall’inquinamento marino all’impoverimento delle risorse ittiche, a fattori economici come il vertiginoso aumento dei costi, che hanno fortemente ridotto la redditività del settore e hanno spinto gli operatori a cercare nuove opportunità, più sostenibili, come l’allevamento del pesce. Una tendenza che sembra avere successo – afferma Coldiretti – perché di pari passo con la crescita dell’acquacoltura sono aumentati i giovani imprenditori. Alla fine del 2015, infatti le imprese guidate da under 35 nel settore “pesca e acquacoltura” erano 373, con una percentuale giovanile sul totale delle imprese del 17,9%, che in percentuale si colloca al secondo posto per presenza giovanile tra le attività economiche regionali, subito dopo le “attività di lotterie e scommesse” (20%) e prima di “servizi postali e attività di corriere” (17%). La crescita dell’acquacoltura e il rinnovato interesse dei giovani – commenta Coldiretti – è un segnale positivo con cui l’Emilia Romagna anticipa in parte le linee del Feamp europeo che puntano a promuovere la pesca e l’acquacoltura sostenibili, aumentare l’occupazione, favorire la commercializzazione e la trasformazione.

All’infopoint promosso a Mesola da Coldiretti Impresapesca Emilia Romagna sarà possibile ottenere informazioni sugli obiettivi del Fondo e sulla ripartizione degli investimenti, che si propongono di puntare ad una pesca più “green” con la riduzione dell’impatto della pesca sull’ambiente marino con interventi a favore degli habitat e delle specie marine, migliorando la sostenibilità energetica della flotta costiera per ridurre l’impatto sull’ambiente, promuovendo la ricerca, intervenendo a favore dell’occupazione, sostenendo la competitività e redditività delle imprese di pesca e migliorando i settori della trasformazione e commercializzazione del pesce, anche con una più forte attenzione al consumatore promuovendo un più trasparente sistema di tracciabilità del prodotto.

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