2 marzo 2017 - Ferrara, Cronaca

Rete chirurgica provinciale, il ruolo dell'ospedale di Argenta

Il Mazzolani Vandini potrebbe diventare punto di riferimento per la chirurgia delle vene mini invasiva

Carlo Feo, da circa un mese primario della Chirurgia di Argenta e Lagosanto, "sta dando un impulso positivo nello sviluppo dell’attività chirurgica dei presidi territoriali, grazie alla collaborazione con i professionisti dell’Azienda Ospedaliera con i quali ha lavorato per circa vent’anni". E’ ciò che è emerso, spiega l'Ausl in una nota stampa, nel corso dell’incontro di mercoledì 1° marzo organizzato dalle direzioni sanitarie AUSL e AOSP con i primari delle chirurgie ferraresi ed i professionisti che lavorano ad Argenta, per confrontarsi sul ruolo del Mazzolani Vandini all’interno della rete chirurgica provinciale. 

"La funzione chirurgica rappresenta la principale direttrice del riordino ospedaliero: la revisione delle procedure dell’attività - con il decentramento delle prestazioni a media e bassa complessità da Cona al territorio e la centralizzazione a Cona delle attività complesse - consentirà il miglioramento delle liste di attesa ed offrirà al paziente la possibilità di prestazioni più vicine a lui, potendo contare sulle professionalità e competenze del centro ‘Hub’. 'Grazie alla rete chirurgica provinciale - avevano ricordato i direttori sanitari Mauro Marabini ed Eugenio di Ruscio lo scorso 17 gennaio nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo primario - non sarà più il paziente a dover trovare lo specialista e la sede migliore per risolvere il suo problema chirurgico, ma con un’unica presa in carico sarà indirizzato nella struttura più adeguata per professionalità, attrezzature e servizi complementari, con una maggiore efficienza di tutti i punti produttivi potrà aumentare la sicurezza e la quantità di interventi'.

 

La struttura argentana vanta un blocco operatorio di buona qualità, con tecnologie adeguate ed operatori fortemente motivati che hanno dimostrato e dimostrano passione ed attaccamento per la struttura in cui lavorano. Con queste premesse, i professionisti hanno presentato le progettualità ipotizzate per l’Ospedale di Argenta di prossima attivazione. Paolo Zamboni, Professore del Dipartimento di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale e Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, ha avanzato la proposta di realizzare un centro di consulenza ed intervento per la vasculopatia: “Una patologia molto diffusa nella popolazione, causa di una bassa qualità della vita, soprattutto tra i pazienti che per la loro età sono in piena attività lavorativa”. Argenta diverrebbe non solo la struttura elettiva per questi tipi di intervento ma - proprio per il ruolo di ricercatore del professore - nucleo pilota per l’intervento ambulatoriale per questo tipo di disturbo.

 Il progetto prosegue ed in prospettiva il Mazzolani Vandini potrebbe diventare punto di riferimento per la chirurgia delle vene mini invasiva che non preveda più, per i casi appropriati, “la cura attraverso la distruzione dell’apparato venoso, togliendo la vena safena quando crea problemi, bensì intervenendo su di essa e riparandola, secondo tecniche innovative”.

Feo ha posto l’accento sull’importante lavoro oggi in corso per il trasferimento in tempi ridotti dell’attività di day surgery ed ambulatoriale da Ferrara ed Argenta e la riapertura delle sale operatorie, che concentrerebbero interventi di calcolosi della colecisti (colecistectomie) effettuati in videolaparoscopia, valorizzando lo staff altamente qualificato presente nell’ospedale, e garantendo un volume di attività coerente con le indicazioni nazionali e regionali a salvaguardia della qualità tecnica delle prestazioni e dell’equità di trattamento. A questo proposito il Sindaco, Antonio Fiorentini, ha sottolineato come l’ospedale di Argenta è ad Argenta, ma non è solo di Argenta, è a disposizione dei bisogni dell’intera popolazione provinciale, ed è proprio il fattivo perseguimento di questa apertura che consente il mantenimento e lo sviluppo del presidio ospedaliero.

 

Nelle prossime settimane si arriverà alla definizione dell’organizzazione e dei percorsi dell’attività chirurgica, in modo da consentire ai medici di medicina generale di orientare al meglio il paziente su luoghi, modalità e tempi degli interventi, contribuendo a garantire tempi di attesa competitivi del sistema provinciale con le strutture extraprovinciali che offrono le stesse prestazioni. Il lavoro procede spedito anche per le altre specialità e - dopo la riorganizzazione dell’attività ostetrico ginecologica qualche settimana fa - le aziende Sanitarie stanno valutando un piano provinciale per l’urologia ed hanno sottolineato la priorità di riordino delle specialità di oculistica e l’ortopedia, per le quali sono in programma incontri specifici nei prossimi giorni".

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