21 maggio 2014 - Ferrara, Cronaca

La cardiologia ferrarese cambia strada

Ferrara - La sanità deve fare i conti con i fattori evolutivi ed elementi di cambiamenti del contesto di riferimento: nuove tecnologie, evoluzione demografica, patologie emergenti, dinamiche economiche e cambiamenti politici, per citarne alcuni.

La rete cardiologica ferrarese ha dedicato proprio al tema del cambiamento - ed alle nuove opportunità che questo offre – una giornata di studi che ha coinvolto i professionisti delle aziende Sanitarie provinciali che si è svolta lo scorso 20 maggio a Lagosanto.

Investire nel cambiamento – sottolinea Mauro Marabini, direttore sanitario AUSL Ferrara - significa ristrutturare spazi, rinnovare impianti ed arredi ed acquisire nuove strumentazioni”. Superare l’organizzazione “tradizionale”: reparti, divisioni ospedaliere, quindi, a favore di una sempre più necessaria multidisciplinarietà, intesa come aggregazione gestionale delle specialità, integrazione dei percorsi assitenziali, concentrazione delle strutture ad altà complessità ed accorpamento funzionale e strutturale degli ospedali.

Meglio ancora parlare di transdisciplinarietà suggerisce Erminio Righini, direttore Dipartimento Emergenza AUSL Ferrara, che proprio a partire dalle leve del cambiamento in ambito chirurgico - la riorganizzazione delle Unita di Terapia Intensiva Cardiologica in Emilia-Romagna, il potenziamento delle sinergie con l’Ospedale Hub (Cona), la modulazione dell’offerta chirurgica dell’Azienda USL ed il riferimento a modelli organizzativi regionali vincenti – riconosce in questo nuovo principio lo strumento per l’aumento dell’efficienza organizzativa ed, al contempo, il mantenimento dell’efficacia assistenziale.

Ma cosa cambia per il cardiologo? Al fianco di una nuova epidemiologia dei pazienti cardiovascolari acuti prendono piede nuove tecniche (ultrafiltrazione, infusione insulina, per citarne alcune) ed aumenta l'interazione con diverse figure specialistiche della Rete. “Ecco allora - sostiene Giovanni Franco Percoco, direttore U.O. Cardiologia-UTIC Ospedale del Delta - la costituzione di una nuova (U)TIC, interconnessa con altr presidi, perché solo garantendo a tutti i pazienti la stessa disponibilità di mezzi e lo stesso standard di competenza è possibile realizzare l’obiettivo di rete integrata fra le strutture cardiologiche”.

Il superamento del cardiologo “classico” si riflette anche nelle numerosissime attività oggi portate avanti dalle Cardiologie: quali la telerefertazione ECG a livello provinciale e la gestione dei centri di sorveglianza per le terapie antitrombotiche, in passato affidato al laboratorio analisi.

La Cardio-Riabilitazione rappresenta proprio una delle nuova opportunità per i pazienti cardiopatici, un processo multifattoriale, attivo e dinamico, che ha come fine quello di favorire la stabilità clinica, di ridurre le disabiltà conseguenti alla malattia e di supportare il mantenimento e la ripresa di un ruolo attivo nella società, con l’obiettivo di ridurre il rischio di successivi eventi cardiovascolari, di migliorare la qualità della vita e di incidere complessivamente in modo positivo sulla sopravvivenza.

Secondo Giovanni Pasanisi dell’ U. O. Cardiologia-UTIC Ospedale del Delta “tra i risultati attesi del coordinamento tra fase ospedaliera e fase territoriale della presa in carico vi è: la riduzione del rischio di recidiva di IMA e di mortalità; il miglioramento della sopravvivenza e qualità di vita; la diminuzione della spesa sanitaria globale; la riduzione delle liste d’attesa per visite di controllo ed il consolidamento della continuità assistenziale tra Ospedale e Territorio”.

Al prof. Roberto Ferrari - direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’ Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara - il compito di presentare una rilettura del percorso della cardiologia ferrarese, punto di riferimento fondamentale per la ridefinizione ed attualizzazione della rete cardiologica provinciale.

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