22 novembre 2013 - Ferrara, Economia & Lavoro, Politica

Economia Ferrara: gli imprenditori "vedono nero"

Ferrara - Sono stati presentati ieri i dati del sondaggio promosso Cna di Ferrara che ha visto gli imprenditori locali impegnati a "dire a loro" sull'economia del Paese e sulle politiche del Governo.

Al lavoro di ricerca hanno aderito 848 imprenditori e imprenditrici : il sentimento diffuso è quello di sfiducia, sia per quanto riguarda la condizione della propria azienda che le previsioni di ripresa, nonché circa le scelte economiche del Governo.

“Gli imprenditori - ha commentato il direttore della Cna, Corradino Merli, presentando gli esiti del sondaggio - avvertono un senso di impotenza e di grande disillusione di fronte ai limiti di un’azione politica e di governo che appare largamente insufficiente, e per certi versi, sorda ai loro problemi e alla situazione difficile che sta attraversando il Paese.”

“Il nostro obiettivo di imprenditori è creare lavoro e ricchezza per il nostro Paese - ha ricordato la presidente provinciale della Cna, Irene Tagliani – Non basta istituire qualche incentivo alle assunzioni, quando le imprese si trovano a fare grandi sacrifici per salvaguardare gli stessi lavoratori già alle proprie dipendenze. Occorre creare le condizioni oggettive perché davvero le imprese tornino a crescere."

Nel particolare, hanno compilato il questionario 848 imprenditori, impegnati in costruzioni-edilizia per il 19%, meccanica 17%, installazione e manutenzione impianti 16%, servizi alla persona 12%, riparazione auto 10%, trasporti 8%, alimentare 6%, tessile - abbigliamento 5%, servizi alle imprese 3%, comunicazione - grafica 3%, altri 17%. Il 31% di questi ha la propria azienda su Ferrara, seguono Alto Ferrarese 28%, Basso Ferrarese 16%, Copparese 12% e Medio Ferrarese 12%.

Alla domanda se il fatturato dell’impresa, nei primi 9 mesi del 2013, abbia subito variazioni rispetto al 2012, il 38% risponde che il fatturato è diminuito, per il 37% è rimasto stazionario, per il 14% molto diminuito, mentre per l’11% è aumentato. Sempre nel 2013 rispetto all’anno precedente, si sono manifestati segnali di calo per il 55%, di stagnazione per il 34%, di aumento per l’8%, mentre il 3 ha risposto non so.

In linea generale, solo il 5% degli imprenditori concorda sull’affermazione che la ripresa sia imminente e se ne siano già ravvisati i segnali; la gran parte, e cioè l’84% non è invece d’accordo e l’11% non sa. In merito poi alle previsioni future, il 63% del campione ritiene che una effettiva ripresa degli indicatori economici sia prevedibile oltre il 2014; il 18% prevede che la ripresa si manifesterà nei primi mesi del 2014, l’1% nella seconda metà del prossimo anno, per il solo 3% è invece già iniziata.

In fatto di occupazione, il 69% ha sostenuto di averne mantenuto invariato il numero nel corso dell’anno, per il 21% è invece diminuito, il 10% ha aumentato i dipendenti - ma il 77% ritiene di mantenere invariato il numero dei dipendenti, il 18% pensa di ridurre, il 5% di assumere.

Alla domanda se le scelte compiute dall'attuale Governo in materia economica e finanziaria siano state utili a sostenere le imprese e ad avviare un rilancio dello sviluppo, l’88% degli imprenditori risponde di no, l’1% concorda con l’affermazione, l’11% non sa.

Interessanti sono le risposte circa le priorità che servono all’Italia e alle imprese: il 93% ha detto che la misura più urgente è diminuzione della pressione fiscale, il 61% tagli ai costi della politica, il 53% diminuzione della burocrazia, il 46% agevolazione del credito, 30% tagli alla spesa pubblica, 17% investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo, 15% investimenti in infrastrutture per la modernizzazione del Paese, 6% vendita del patrimonio pubblico, 5% liberalizzazione dei mercati, 2% altro.

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