10 ottobre 2013 - Ferrara, Cronaca

Sanità: un 118 unico fra Ferrara, Imola e Bologna

Ferrara - Una centrale operativa unica del 118, che dovrebbe coprire le province di Ferrara, Bologna ed Imola. Di questo, e di molto altro ancora, si è parlato l'8 ottobre presso al sede dell'AVEC di Bologna, in un confronto fra la dirigenza delle strutture sanitarie dell'Avec e le organizzazioni sindacali territoriali confederali e di categoria.

L'AVEC (Area Vasta Emilia Centro), è la struttura funzionale per l'organizzazione dei servizi sanitari e delle attività tecnico-amministrative delle aree territoriali, che raggruppa le realtà sanitarie di Imola, Ferrara e Bologna. All'ipotesi dell'AVEC anche un solo centro per lo svolgimento delle analisi di laboratorio e di altre strutture, per lo più di tipo amministrativo, ma al momento questa eventualità riguarderebbe solo Imola e Bologna.

La dottoressa Maria Adelina Ricciardelli ha spiegato: "Il progetto è già in fase di realizzazione e ci permetterà - grazie a tecnologie sofisticate, come il GPS e nuovi strumenti informatici - di coprire il territorio in maniera più puntuale, efficace ed economica. Le nuove strumentazioni sono costose e non possono essere distribuite in ogni provincia, perciò si rende necessario riunire le diverse centrali operative del 118. Ci tengo a ribadire che le ambulanza rimarranno dove sono ora e che il personale verrà dislocato nella centrale di Bologna; gli operatori "in eccedenza" verranno utilizzati in altri ambiti, non vale certo la pena perdere professionalità eccellenti come quelle che abbiamo oggi, mi piacerebbe che venissero impiegate nei PS, a disposiizone dell'utenza. La scelta di centralizzare è stata fatta per ottimizzare tempo e risorse, umane ed economiche, per migliorare un servizio fondamentale per i cittadini e non certo per disfarlo."

"Ribadiamo che i progetti che modificano la nostra sanità a livello locale devono trovare una sede di confronto anche con il livello istituzionale, oggi si rimpallano le responsabilità dai politici ai dirigenti sanitari e viceversa, così non si può continuare – hanno commentato Mirella Collina della segreteria confederale della Cgil e Isabella Sabattani, segretaria della Funzione Pubblica Cgil – Questi temi non possono essere lasciati solo alla dirigenza, ma richiedono un confronto trasparente che renda conto del rapporto benefici/costi alla cittadinanza e ai lavoratori. Non si può essere ambigui né verso la cittadinanza, né verso i lavoratori e le lavoratrici che sostengono, con il loro lavoro, la sanità del territorio. Per questo ribadiamo la richiesta di una sede di confronto con i sindaci del Circondario per un confronto sulle proposte avanzate dai direttori generali dell'Area Vasta che permetta realmente di salvaguardare la nostra autonomia e la qualità dei servizi da erogare alla cittadinanza".

 

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