La Resistenza raccontata a Ferrara

Ferrara - Fitto il calendario delle proposte dal Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara per il prossimo fine settimana - che prelude alla scadenza del 25 aprile - nell'ambito delle iniziative organizzate dal 'Comitato ferrarese per le Celebrazioni del 25 aprile' per ricordare il 68° anniversario della Liberazione.

Si comincerà venerdì 19 aprile alle 16,30 presso il Museo di corso Ercole 1° d'Este 19 con l'inaugurazione della mostra storico-documentaria curata dalla storica ferrarese Antonella Guarnieri "Viva l'Italia libera! La primavera ferrarese del 1943".

La mostra, frutto di molteplici sinergie (in particolare con l'ANPI provinciale di Ferrara, la Fondazione Giorgio Bassani e l'Archivio storico Matilde Bassani) ricostruisce un momento importante della storia non solo locale: l'incontro a Ferrara tra esponenti azionisti, comunisti e socialisti per cercare di organizzare quello che poi sarebbe diventato il Fronte democratico antifascista.

Sabato 20 aprile sarà la volta della mostra "I deportati politici ferraresi nei campi di sterminio nazisti", curata dallo storico Davide Guarnieri, che verrà inaugurata a Cento, presso il Centro Culturale "La Pandurera" (alle 11). Il curatore, in una conversazione con Delfina Tromboni, ripercorrerà le principali vicende della deportazione politica dalla provincia di Ferrara, dedicando una parte dell'intervento anche a deportati centesi.

Infine, nel pomeriggio di sabato 20 aprile (alle 16) alla biblioteca di Migliarino, una prolusione recitata a cura dell'associazione "Cantieri creativi" introdurrà l'inaugurazione della mostra "Racconto partigiano. Storie e protagonisti dell'antifascismo e della resistenza a Migliarino e Migliaro". All'iniziativa, curata da Delfina Tromboni, interverranno anche il presidente dell'ANPI locale Valentino Calderoni e il presidente dell'ANPI provinciale Daniele Civolani

Il Museo del Risorgimento e della Resistenza continua così la sua rinnovata azione di ricostruzione dei principali fatti storici che accompagnarono, nel ferrarese, il biennio resistenziale, estendendo il suo intervento oltre il "contenitore Museo" e la città stessa, in un'ottica di affermazione dell'idea di "Museo diffuso".

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