7 febbraio 2013 - Ferrara, Comacchio, Cronaca

Bracconaggio nelle Valli: quintali di pesce catturato illegalmente

Ferrara - Ancora reti abusive nei canali del Delta. Stavolta la Polizia Provinciale ha scoperto - e recuperato - 300 mentri di tramagli posti nel canale del Moro, nel territorio di Ostellato, in un'area dove la pesca è sempre vietata.

Le reti - precisamente 16 - avevano una lunghezza variabile dai 15 ai 20 metri ognuna ed un’altezza di quasi un metro e mezzo. Disposte trasversalmente al corso d’acqua ad una quindicina di metri l’una dall’altra, creavano una serie di trappole dalle quali la fauna ittica non avrebbe mai potuto fuggire. Il sistema ideato dai bracconieri aveva infatto bloccato più di 200 carpe, per un peso di complessivi otto quintali.

Gli agenti della Polizia provinciale sono stati allertati da tre coadiutori impegnati nell’attività di limitazione della nutria lungo il corso d’acqua: messa la barca in acqua hanno impiegato ore per restituire tutte le carpe al fiume.

“Un lavoro complicato e che richiede pazienza – spiega il comandante Claudio Castagnoli – perché le carpe pesavano in media dai 2 ai 5 chili l’una e occorreva districarle dalle reti nelle quali erano impigliate. Tenuto conto poi che il tutto si è svolto dalle ore 22 in poi – aggiunge Castagnoli – si può ben comprendere la difficoltà nella quale gli agenti hanno operato”.

Sempre nell’ambito del contrasto ai pescatori di frodo, nell’oasi di Zavelea in comune di Comacchio, è stato recuperato un altro tramaglio lungo 15 metri e due cogolli con inganni, lunghi tre metri e aventi un’ala, sempre per convogliare il pesce nelle trappole, di dieci metri. Anche queste reti erano posizionate in specchi d’acqua dove vige il divieto di pesca.

Altri tramagli di circa duecento metri totali di lunghezza sono stati ritrovati nel Circondariale Valle Lepri, che occludevano tutto lo specchio del corso d’acqua. Vi erano rimaste intrappolate: 22 carpe, 19 abramidi, 12 carassi, 9 siluri e 2 lucioperca, con le carpe che superavano i 5 chili di peso così come uno dei lucioperca. Le carpe erano ancora vive e sono state liberate.

“Ringrazio tutti i colleghi impegnati in queste operazioni – conclude il comandate Castagnoli – spesso in condizioni difficili e molto disagevoli, per un’importante attività di contrasto al bracconaggio sulla pesca”.

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.