28 gennaio 2013 - Ferrara, Comacchio, Cento, Economia & Lavoro

La P.M.I. motore d'Italia chiede sostegno

Ferrara - Si è tenuto stamattina presso la la Sala Giunta della Camera di Commercio di Ferrara in via Borgoleoni l'incontro organizzato da Ascom, Cna, Confartigianato e Confesercenti Ferrara, nell'ambito della mobilitazione nazionale indetta da  Rete Impresa Italia "La politica non metta in liquidazione le imprese".

Diversi i temi toccati nel corso dei lavori: dalla necessità di un ricambio generazionale all'interno del mndo aziendale alla salvaguardia dell’occupazione, passando per le dinamiche attuali del mercato del lavoro, fino all'accesso al credito e al calo dei consumi. «Gli imprenditori chiedono di essere messi nelle condizioni di lavorare – ha chiarito Giulio Felloni, Presidente Ascom, presente in piazza Municipale con un gazebo - e non di essere vessati, come ora, da una tassazione iniqua".

Secondo Felloni, se le piccole e medie imprese sono la locomotiva dell’economia italiana andrebbero ristabilite delle priorità: non si richiede assistenza ma un processo di accompagnamento verso la crescita. "La prima cosa da fare è rilanciare i consumi, calati a Ferrara nell’ultimo anno del 4.7% - ha aggiunto Felloni - Noi abbiamo intenzioni di rimboccarci le maniche, ci aspettiamo che la politica faccia altrettanto».

Per Cna è stato il Presidente Vittorio Mangolini a sintetizzare le richieste: «Ci opponiamo ad una ulteriore aumento dell’Iva. Sul fronte tassazione, per l’Irpef va rivisto il criterio utilizzato per la determinazione del reddito d’impresa. La tassazione deve essere resa indipendente dalla forma giuridica dell’impresa, che non può essere un fattore penalizzante. Per l’Imu, devono essere esclusi i beni strumentali delle aziende, mentre per la Tares, il calcolo deve essere effettuato sulla produzione effettiva dei rifiuti e non per superficie. Per l’Irap, l’imposizione deve essere ridotta parallelamente a una diminuzione del costo del lavoro».

Del mercato del lavoro ha parlato il Segretario Generale della Confartigianato, Giuseppe Vancini. «Serve il prolungamento degli ammortizzatori sociali per almeno un anno. Per quanto riguarda la riforma Fornero, è stata calibrata sulle aziende grandi dimensioni, anche in termini di occupazione, che in Italia sono minoritarie. Sono stati ridotti quei criteri di flessibilità, come il contratto a tempo determinato, che per realtà piccole, come le nostre, costituivano una forza importante. L’apprendistato è stato trattato come patrimonio della grande impresa, quando dovrebbe tornare ad avere il valore della formazione professionale nella piccola».

Da Paolo Benasciutti, Presidente Confesercenti, la riflessione sul credito. «Le aziende lo ottengono grazie al sostegno dei Confidi, che si sono rivelati fondamentali e vanno patrimonializzati. L’80% delle attività produttive, oggi, chiede finanziamenti non nella direzione dell’investimento, ma del consolidamento, per rimanere al passo e sul mercato in questo momento di forte crisi. Alla politica e alle amministrazioni domandiamo anche attenzione al turismo, che dà occupazione e crea indotto».

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