L' Emilia Romagna investe contro la cultura di mafia

Ferrara - La Giunta della Regione Emilia-Romagna ha impegnato un milione e 279 mila euro per permettere la realizzazione di 46 nuovi progetti di sicurezza urbana e lotta all'infiltrazione mafiosa.

Tra i progetti approvati, si segnalano le iniziative per il recupero dei beni confiscati (in particolare, quattro abitazioni in provincia di Ravenna, Ferrara, Bologna e Parma convertite ad uso sociale) e quelle per l'educazione alla legalità indirizzate a 20.000 studenti.

Per la Provincia di Ferrara, sono 6 i progetti che hanno guadagnato il sostegno della Regione e che verranno co-finanziati con 158.062 euro.

Innanzitutto verrà realizzato un intervento che consentirà il recupero di un appartamento confiscato e assegnato al Comune, sito in corso Rossetti 34 a Ferrara. Attraverso opere di manutenzione straordinaria l’immobile sarà rinnovato e destinato a coprire il fabbisogno comunale per le emergenze abitative. Il costo totale dell’intervento è di 15 mila euro, il contributo regionale di 10.500.

Verranno poi investiti 142 mila euro, con un contributo della Regione di 58.576 euro per interventi per la sicurezza e la Polizia locale. Il progetto “Unità mobile per la solidarietà e la sicurezza sul territorio” a Ferrara mira a intervenire sull'intero territorio comunale in continuità con le azioni già avviate negli anni passati, individuando le aree a maggiore presenza di gruppi giovanili informali, in particolare stranieri. L'obiettivo è quello generale di prevenire fenomeni di disagio giovanile e di avvicinare i gruppi a rischio di comportamenti devianti e antisociali con azioni di educazione di strada, momenti di aggregazione e formazione, mediazione dei conflitti ma anche con interventi strutturali di recupero dei luoghi a maggiore presenza giovanile.

A Cento "passa" il progetto sulla prevenzione alla violenza di genere, interamente dedicato alla creazione di una rete di prevenzione e per la diffusione di una cultura di contrasto alla violenza sulle donne, l’intervento prevede proposte formative per gli operatori, attività di educazione alle differenze nelle scuole, iniziative di promozione culturale alla cittadinanza e la creazione di un punto di decentramento (presso la Polizia municipale) che funga da sede e raccordo delle diverse iniziative e competenze cittadine in materia di contrasto alla violenza di genere e di sostegno alle vittime. Il costo totale è di 47 mila euro, il contributo regionale è di 18.236 euro.

Il progetto “Custodi della sicurezza” a Comacchio, prevede invece la realizzazione di percorsi e laboratori di lavoro e l’inserimento di giovani devianti o a rischio di devianza allo scopo di accrescerne il senso di appartenenza al territorio attraverso la riqualificazione di aree pubbliche in stato di degrado. Il costo totale ammonta a 50 mila euro, il contributo regionale a 19.400 euro.

A Portomaggiore verrà sviluppato il progetto “Una finestra sul cortile. Genitori, scuola e associazioni in rete: il web come osservatorio per una scuola sicura". L'iniziativa, proposto dall' Associazione intercomunale Argenta – Portomaggiore, si realizzerà attraverso un iter complesso per la messa in sicurezza delle scuole e per la prevenzione della devianza giovanile (in particolare del vandalismo e del bullismo), comprendendo sia forme di controllo sia l’uso di nuove tecnologie per la messa in rete di scuole, insegnanti e famiglie. Il costo del progetto è di 65 mila euro, il contributo regionale di 45 mila.

Ultimo, in relazione al contributo erogato, ma importantissimo per la cittadinanza il progetto “Gonfiamo la rete – Centro di solidarietà- carità” a Ferrara Gli interventi progettuali previsti intendono infatti offrire risposte adeguate alle situazioni di disagio al fine di prevenire forme devianza criminale: le azioni previste puntano a migliorare la capacità di accoglienza delle persone che versano nello stato di estrema povertà; potenziare il sostegno nelle zone toccate dal sisma nel maggio del 2012; favorire il reinserimento delle persone nella vita attiva e lo sviluppo di una rete di protezione sociale che coinvolga profit e no-profit; creare laboratori a vocazione artigianale per favorire il rinnovo delle competenze; sviluppare attività educative dedicate alla famiglia e ai giovani. Il costo totale è di 8.200 euro, il contributo regionale di 6.150 euro.

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