Terremoto Emilia Romagna: una legge che semplifica la ricostruzione

Ferrara - E' stata approvata oggi dall'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia Romagna la legge per la ricostruzione nei centri urbani e nelle zone produttive e rurali.

La legge permetterà di semplificare le procedure per realizzare velocemente gli interventi ricostruttivi nelle aree colpite dal terremoto.

Il provvedimento, oltre alle opere di riparazione o ricostruzione, prevede di realizzare interventi per migliorare le prestazioni sismiche ed energetiche degli edifici e della qualità urbana perseguendo la tutela del patrimonio storico-culturale. Per tutti gli interventi su immobili che costituiscono beni culturali la Giunta regionale prevede inoltre di predisporre un programma specifico di interventi.

Per le opere e le infrastrutture pubbliche e per gli immobili pubblici e privati che costituiscono beni culturali la Giunta regionale predisporrà, d’intesa con il Commissario delegato, un programma specifico di interventi di ricostruzione.

Il presidente della Regione e commissario delegato per la Ricostruzione, Vasco Errani ha commentato con soddisfazione: “si tratta di un altro significativo passo avanti nella difficile opera di ricostruzione. Questa normativa – ha aggiunto Errani – è frutto di un lavoro di tutti, perseguito con intensità per giungere a una legge equilibrata che risponda alle esigenze che si stanno manifestando in quei territori. Sappiamo che permangono delle fragilità sociali ma il nostro impegno, ribadito anche dall’Assemblea legislativa, è di non lasciare indietro nessuno, a partire dalle persone più in difficoltà”.

Nei centri storici, nei nuclei storici non urbani e negli edifici vincolati dalla pianificazione, quindi, l’attività di ricostruzione dovrà essere finalizzata quanto più possibile alla conservazione dei tessuti edilizi preesistenti al sisma, con il miglioramento delle loro prestazioni sismiche ed energetiche.

Nel caso invece di edifici completamente crollati (oppure danneggiati in modo gravissimo e dunque recuperabili solo attraverso interventi di demolizione e ricostruzione) la proposta di legge precisa che - essendo venute meno le previgenti disposizioni di tutela previste dalla pianificazione urbanistica - occorrerà ridefinire attraverso appositi atti del Consiglio comunale le trasformazioni ammissibili.

Resta invariata l’eventuale disciplina urbanistica operante per la tutela dei caratteri peculiari dei tessuti storici, anche non urbani, in cui la nuova costruzione si colloca.

Una specifica disciplina è prevista per gli aggregati edilizi da recuperare attraverso una progettazione unitaria degli interventi, stabilendo la necessità per il Comune di individuare le Unità minima di intervento (Umi), che dovranno presentare un’unica istanza di finanziamento e un unico progetto di riparazione e ricostruzione del complesso edilizio.

La proposta di legge prevede anche la definizione di uno strumento urbanistico di natura operativa, il Piano della ricostruzione, diretto a disciplinare, in modo coordinato ed omogeneo, gli interventi attinenti alla ricostruzione, perseguendo nel contempo il miglioramento della funzionalità e qualità dei servizi urbani e una maggiore qualificazione del patrimonio edilizio, in termini di sicurezza ed efficienza energetica.

Il Piano potrà stabilire la delocalizzazione degli edifici distrutti o danneggiati che risultino collocati in ambiti inidonei alla edificazione, per ragioni geomorfologiche o ambientali, per consentire di realizzare significative trasformazioni fisiche e funzionali dei tessuti urbani. La formazione e l’approvazione del piano avvengono con procedure estremamente celeri e semplificate.

Nel territorio rurale sono previste speciali disposizioni che permetteranno l’accorpamento degli edifici rurali sparsi facenti parte di un’unica azienda agricola e la delocalizzazione nel territorio urbanizzato dei fabbricati non più funzionali all’attività agricola.

Ci sarà anche la possibilità di modificare la sagoma degli edifici (non sottoposti a tutela) e ridurne la volumetria. Non saranno concesse variazioni per gli immobili vincolati.

Il Piano della ricostruzione prevederà anche appositi incentivi per il fedele recupero degli edifici.

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