9 novembre 2012 - Ferrara, Cronaca, Economia & Lavoro

50 milioni di euro a sostegno dell'agricoltura ferrarese

Ferrara – La siccità ha colpito in maniera estremamente grave il territorio agricolo ferrarese, coinvolgendo più di 8.000 imprese ferraresi, con danni accertati che si avvicinano ai 270 milioni in una stagione agricola problematica su tutto il territorio nazionale (leggi articolo).

“Una dimensione del problema da vera emergenza economica”, ha detto l’assessore provinciale all’Agricoltura, Stefano Calderoni durante i lavori della Consulta provinciale per l’agricoltura tenutasi ieri in Castello.

Per sostenere le aziende del comparto messe in ginocchio dal clima torrido della passata stagione sono stati stanziati ieri 50 milioni di euro complessivi, risorse messe a disposizione da un gruppo di banche che hanno risposto all’appello lanciato dall’assessore provinciale: Carife, Caricento, Banca Popolare di Ravenna ed Emilbanca.

L’accordo, come approvato dalla Consulta, prevede che i soldi possano essere prestati agli imprenditori in difficoltà a tassi più bassi di quelli normalmente praticati sul mercato del credito: dal 3 al 3,5% ed i prestiti verranno concessi non più solo secondo la lunghezza canonica di un anno, ma prolungati fino a 18 e anche 24 mesi.

Se poi qualcosa dovesse andare storto al momento della restituzione del denaro alle banche, già ora c’è un impegno di Agrifidi che fa da garanzia fino al 30%, ma la Provincia è al lavoro con Ismea, l’istituto governativo per i servizi al mondo agricolo, per arrivare ad una copertura totale del rischio.

“L’idea mi è venuta leggendo un articolo di giornale – ha specificato Calderoni – nel quale la Cassa di Risparmio di Ravenna metteva sul piatto 14 milioni per lo stesso problema; e allora ho detto che si doveva fare anche a Ferrara”.

“Dobbiamo ora verificare e vigilare – ha aggiunto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra – affinché tutte le risorse dell’accordo possano fluire alle aziende, dando così una risposta concreta ad un problema che ha gravemente colpito uno dei settori chiave dell’economia locale”.

L’incontro della Consulta è stato anche il momento per informare le rappresentanze istituzionali e del settore primario che quanto realizzato finora dal governo per rispondere alla siccità in agricoltura, dopo gli impegni annunciati dal ministro Catania nella sua visita compiuta in terra estense lo scorso 3 settembre, è insoddisfacente.

Come ha puntualizzato l’assessore Calderoni “Non c’è traccia di impegni nella legge di stabilità, ma sul settore pesa un’ulteriore gabella di 100 milioni per l’aumento percentuale dei redditi agrari: oltre al danno, anche la beffa”.

Identica preoccupazione grava anche sul pagamento dell’Imu. Nel momento in cui stanno per arrivare i bollettini della seconda rata, l’esecutivo non ha ancora detto quanto, a seguito della prima rata, l’introito si sia avvicinato a quota 244 milioni, vale a dire il limite stabilito del prelievo dal mondo agricolo.

Tema che lo stesso assessore sottoporrà nel prossimo Consiglio provinciale del 15 novembre sottoforma di un ordine del giorno, su cui è stato chiesto mandato anche alla Consulta, che ha risposto con il proprio placet.

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