5 novembre 2012 - Ferrara, Cronaca

Ferrara, una realtà "a colori"

Ferrara – E’ stato pubblicato la scorsa settimana il Rapporto Caritas-Migrantes sulla condizione degli immigrati in Emilia Romagna.

I dati del report confermano la crescita della presenza straniera in regione, la cui popolazione è composta per il 12,4% da cittadini immigrati.

Il 22° Dossier Caritas Migrantes presentato a Bologna insieme a un “focus” su residenti e studenti stranieri realizzato dall’Osservatorio regionale sull’immigrazione racconta che sarebbero più di 555.000 gli stranieri che hanno scelto l’Emila Romagna come regione di residenza.

Negli ultimi 12 mesi in regione il fenomeno migratorio ha visto confermato le sue caratteristiche di crescita e di progressiva stabilizzazione, come viene confermato sia dai dati della presenza femminile diventata preponderante (51,7%) che dalla elevata presenza di alunni stranieri nelle scuole (il 14,6%, la percentuale più alta a livello nazionale).

Dallo scorso anno la stima dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in regione è cresciuta di quasi 11.000 unità, con un incremento fra il 2012 ed il 2011 del 5,9%, dato in flessione rispetto agli anni precedenti (8,2% sul 2010, 9,8% sul 2009, 15% sul 2008 e sul 2007).

Nel 2011 i comuni emiliano-romagnoli che hanno superato il 10% dei residenti stranieri sono stati 176, con punte toccate a Galeata (Fc) al 22,5%, Luzzara (Re) al 21,6% e Castel San Giovanni (Pc) al 21,3%, mentre si contano 35 comuni con una popolazione straniera che oscilla fra i 15 e i 20 punti percentuali.

Ferrara, con i suoi 11.581 stranieri residenti – dato del 2011 – si piazza al nono posto della “classifica” regionale, ma dal punto di vista d’incidenza rispetto al totale della popolazione residente, non rientra nei primi cinquanta comuni in ordine di maggior incidenza.

I principali paesi di provenienza degli stranieri residenti sono il Marocco (13,8%, in ulteriore decremento rispetto all’anno precedente), la Romania (13,7%, in crescita di mezzo punto percentuale), l’Albania al 11,8% (in leggera diminuzione). Risultano piuttosto distanziati gli altri paesi, anche se si può evidenziare il peso percentuale della Moldavia (5,8%, in leggera crescita), dell’Ucraina (5,5%, pressoché stabile). Presentano percentuali fra il 4 e il 5% la Cina e la Tunisia.

Il mondo del futuro lo si può incontrare nelle scuole emiliano romagnole: quasi un cittadino straniero residente su quattro (22,8%) oggi in Emilia-Romagna è minorenne e frequenta la scuola pubblica. Nell’anno scolastico 2011/2012 gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 86.944, pari al 14,6% degli iscritti totali (contro un dato nazionale dell’8,4%).

Rispetto a questo dato medio complessivo, si evidenziano valori più elevati nella scuola secondaria di primo grado (16,0%) e nella primaria (15,8%) e che il 46,5% degli alunni stranieri presenti nelle scuole regionali era nato in Italia.

A Ferrara i minori stranieri sono 6.515, 13,8% del totale, e 4.672 erano iscritti a scuola: la maggior percentuale di iscrizioni si è riscontrata nelle scuola primaria e nella secondaria di I grado, dove la percentuale si assesta al 12,7.

Nel corso del 2011 la banca-dati dell'Inail mostra 356.825 lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna. Si tratta del 19,2% dei lavoratori complessivi: una percentuale sostanzialmente identica alla media delle regioni del Nord Est (19,1%) ma superiore alla media italiana (16,4%).

Nel 2011 il 31,1% dei nuovi assunti in Emilia-Romagna è stato straniero (leggi articolo), con una preminenza di presenza nel campo del terziario (51%), seguono l’industria (37,1%), in particolare il settore delle costruzioni, e l’agricoltura (9,9%), mentre i paesi più rappresentati fra i lavoratori dipendenti sono, nell’ordine, Romania, Marocco, Albania, Cina.

A Ferrara il 4.9 % dei lavoratori assunti nel 2011 è straniero, per un totale di 17.621 persone: 8.624 uomini, 8.997 donne . Di questi 7.031 sono impegnati nei servizi, 5.527 in agricoltura, 4.650 nell’industria e 413 in attività diverse. Ben 1.451 hanno un lavoro autonomo e sono considerati imprenditori.

Il trend del lavoro “in proprio” è in crescita in tutto il territorio regionale, con un incremento del 7,2% rispetto allo scorso anno.

L’apporto dei lavoratori stranieri è importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo e dei consumi: secondo i dati elaborati dall’Agenzia socio-sanitaria regionale i lavoratori stranieri percepiscono un reddito medio di 1.000 € netti al mese ed il loro gettito contributivo è stato di circa 857 milioni di euro nel 2010 (pari al 5% di tutti i contributi previdenziali versati in Emilia-Romagna, nel 2010). Con un’aliquota media di circa l’11%, il loro gettito fiscale è di circa 474 milioni di euro, per un totale di 1 miliardo e 332 milioni di entrate.

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