10 maggio 2019 - Eventi

Si amano durante la Seconda Guerra Mondiale, le emozionanti lettere ritrovate a La Pulce nel Baule

Dai cassetti del mercatino ravennate emerge un’altra storia “senza tempo”

La Pulce nel Baule non smette di sorprendere e questa volta fa riemergere dal passato una straordinaria storia d’amore vissuta al tempo del secondo conflitto mondiale.

E’ il diario di Paola, ritrovato sui banchi del mercatino dell’usato di Ravenna, a far rivivere le emozioni di due giovani che si scrivono sullo sfondo di un drammatico 1941.

 

Un amore appassionato

Le pagine del diario - utilizzate probabilmente come “brutta copia” di lettere - parlano di una corrispondenza di sentimenti intensa e appassionata. “Non so ancora convincermi che una cosa così bella sia accaduta proprio a me – scrive Paola il 30 maggio del ’41 - a me che mi ritenevo refrattaria all’amore, insensibile e chiusa, fredda ed austera. Io amo ora, amo e mi sento felice, perché il mio amore è ricambiato. Ci sentiamo uniti e vicini, anche se in realtà disgiunti e tanto lontani”.

 

Tutto le ricorda l’amato. E’ così che una sera di “quasi estate” scrive: “Mi sono affacciata alla finestra. Nei prati e nei campi tanti piccoli lumi si accendono e si spengono: sono le lucciole (…). Vorrei che una di esse da Bologna arrivasse fino a te, dicendoti: ‘Vedi, la luce che ho nel corpo è la fiamma d’amore che Paola ti manda da lontano perché ti tenga sempre caldo il cuore e ti faccia sentire meno la solitudine e il gelo della lontananza’.

 

Ma, improvvisamente, la corrispondenza subisce un brusco arresto.

Arriva, infatti, la rivelazione che Paola non avrebbe mai voluto ricevere: la famiglia di Luciano sembra aver spinto il ragazzo ad un fidanzamento “alternativo”. Il giovane - secondo quanto scrive Paola – viene “promesso in sposo” a un’altra donna.

Seguono pagine di grande dolore e disperazione: “Ma come farai a trovare la felicità in quell’unione? Se a quella arriverai… (…) - scrive Paola -. Io ti amo e sento che per te questi giorni debbono essere stati un inferno”.

Poi sua madre le proibisce di cercare qualsiasi contatto con il ragazzo.

 

Dopo alcuni mesi, il 22 gennaio del 1942, qualcosa cambia: “Sei tornato a me, mio Luciano, lunghe ore le abbiamo passate insieme, felici, dimentichi di ogni preoccupazione, memori solo della passata felicità”.

Ma non tutto è risolto… Luciano, infatti, sparisce e per alcune settimane non dà più sue notizie.

Paola avverte quello come il segnale della scelta definitiva, dell’allontanamento senza via di ritorno, verso un futuro prestabilito da regole per lei difficili da comprendere.

Non può confidare a nessuno la sua disperazione se non a Dio: “Signore, siate clemente, fate che si dissipi questa nube – scrive – fate che Luciano torni a me, mi scriva il perché di questo lungo silenzio. Signore, vi prego, aiutatemi Voi…”.

Poi interrompe per sempre quel diario lasciando, forse, intuire il non più felice dei finali….

 

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