22 luglio 2011 - Cronaca

Il vicepresidente Fiorillo non si dimette

In Consiglio provinciale il dibattito sulle Province

“L’ordine del giorno col quale si chiedono le mie dimissioni è puramente strumentale”. Con queste parole il vicepresidente della Provincia, Massimiliano Fiorillo, ha esordito nell’attesa replica all’odg presentato dai consiglieri di minoranza, Cristiano Di Martino (PdL) e Fabio Bergamini (Lega Nord).
Un documento che prende le mosse dal fatto che IdV in sede nazionale ha preso una netta posizione per l’abolizione delle Province, mentre “i compiti che ad oggi svolgono – ribattono i due consiglieri – sono fondamentali per la coesione e per lo sviluppo del territorio”. Posizione che arriva al dunque nella considerazione “che è compito – sottolineano – dei rappresentanti eletti in tale istituzione di rappresentare con convinzione il ruolo fondamentale svolto da questo ente”.
In ragione di queste premesse le strade indicate dai due sono le dimissioni da vicepresidente, oppure da segretario provinciale di IdV in segno di presa di distanza dalle linee del partito sulla questione Province.
“Io non mi dimetto – ha ribattuto Massimiliano Fiorillo – e nessuno può pretendere di dire cosa fare in casa d’altri, specie quando, come nella Lega, di domenica a Pontida si grida “Roma ladrona”, salvo poi il lunedì lavorare alle scrivanie dei rispettivi Ministeri nella capitale”. “Non considero un ostacolo o una contraddizione – ha scandito il vicepresidente – continuare a svolgere il mio lavoro rispettando fino all’ultimo il mandato ricevuto dai cittadini, e in omaggio a quanto condiviso nel programma di maggioranza, ed essere allo stesso tempo segretario provinciale del partito”.
Insieme all’odg dei consiglieri Di Martino e Bergamini, la discussione ha riguardato anche due ulteriori documenti presentati rispettivamente da Pd e Prc e uno da Per Noi di Davide Verri. Entrambi, pur essendo incentrati sul tema in questione, hanno avuto un taglio di carattere più istituzionale.
“In un momento di così forte difficoltà per il paese – ha detto Mario Castelluzzo (Pd) presentando il documento targato maggioranza – compito della politica è dare un segno di concretezza, lontano da proposte demagogiche”.
Un’enunciazione subito tradotta in un no alla formazione di nuove Province e alla loro cancellazione laddove fossero in concomitanza con le Città metropolitane. “Non ci sottraiamo alla discussione sul tema – ha precisato il capogruppo Pd Sergio Guglielmini – ma sulla base di una riflessione politica e non di nomi e cognomi. Così si ragiona di tagli ai costi della politica. Ci sarà un incontro di maggioranza – è stata la conclusione – e questa non è una novità”.
“Non è accettabile – ha poi spiegato Stefano Calderoni di Prc – dire che se non si aderisce alle posizioni di IdV allora si è a favore dei privilegi della casta”.
Ci ha pensato Paolo Calvano, consigliere e segretario provinciale Pd, a mettere in file in modo accorato alcune cose. “Nella manovra finanziaria del governo – prima stilettata – di tagli ai costi della politica nemmeno l’ombra. Noi del Partito democratico – è stata la distinzione sottolineata – distinguiamo i costi della politica da quelli della democrazia. Se eliminiamo il vitalizio di un parlamentare, taglio i costi della politica, se invece abolisco le circoscrizioni, elimino un costo della democrazia. Attenzione che di questo passo in politica non arriveranno i migliori, oppure la farà solo chi potrà permetterselo. Se non si parte da qui, è a rischio la democrazia in Italia”. A questo punto Calvano tira la seconda freccia. “Idv dice che vuole abolire le Province e PdL e Lega si oppongono. A Ferrara Luca Cimarelli e il senatore Balboni, rispettivamente numeri uno e due del PdL locale, dicono che le Province devono sparire. Oggi il consigliere Di Martino dice invece che le Province sono indispensabili. Io faccio oggettivamente fatica a seguirvi”. L’ex sindaco di Ostellato poi si guarda in casa e scocca il terzo dardo: “Il Pd ha adottato un codice etico sui casi di incompatibilità molto rigoroso e perciò nessuno può farci la morale. Lo dico anche a IdV, perché su questo tema siamo giudicati dalla gente”. “Per questi motivi – ha concluso – è strumentale l’odg dei consiglieri Di Martino e Bergamini. Siamo noi che chiamiamo voi alla coerenza sul tema Province”.
A ribadire il pensiero Pd si è aggiunta anche la voce dell’assessore Davide Nardini. “Oggi c’è bisogno di più Provincia e non di meno Provincia, perché questa è l’istituzione chiamata a presidiare la qualità del territorio, che non possono fare le Regioni e tantomeno i Comuni. In Europa – ha terminato – 23 su 25 paesi sono articolati istituzionalmente nell’equivalente dei nostri Comuni e Province”.
Il documento presentato da Davide Verri (Per Noi) è stato pro abolizione delle Province in una prospettiva non personale ma istituzionale e contestuale all’attuazione delle città metropolitane, a rivedere la distribuzione delle deleghe fra Comuni e Regioni per evitare sovrapposizioni e invitando, infine, la Regione Emilia-Romagna ad intervenire sugli ambiti territoriali ottimali (Ato), incentivando processi di fusione tra le aziende municipalizzate e realizzare economie di scala.
Alla fine della discussione i risultati: il documento Di Martino – Bergamini ha avuto 15 no, 4 sì e un astenuto; l’odg di maggioranza è stato approvato con 16 sì, 1 no (il solo Di Martino rimasto in aula) e 1 astenuto (Verri); infine, il terzo documento ha avuto 1 sì, 12 no e 4 astensioni.

La seduta si è aperta con l’intitolazione, mediante odg, di una sala del Castello Estense “a Massimo Gnani e a tutte le vittime del lavoro”. L’impegno cade esattamente ad un anno di distanza dalla morte dell’operaio cantoniere della Provincia, in servizio dal 1988, deceduto il 20 luglio 2010 in un tragico incidente sul lavoro.
L’intitolazione della sala a Massimo Gnani avverrà in occasione e nell’imminenza della sessantunesima giornata nazionale delle vittime sul lavoro.
“Credo che tutti noi abbiamo avvertito un senso di profondo sgomento e di enorme dolore quando abbiamo avuto la notizia esattamente un anno fa di quel terribile incidente”. Sono le parole commosse che la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha dedicato alla memoria di Massimo Gnani. “Personalmente mi sono sentita travolta – ha continuato – e chiunque abbia responsabilità in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro – è stato il richiamo - deve fare fino in fondo il suo dovere”. “Massimo ha lasciato un grande vuoto nella sua famiglia, tra i suoi colleghi e tra noi. Ad un ano di distanza, esprimo tutta la mia vicinanza alla moglie e alla figlia e a lui il mio affettuoso pensiero”.
Sempre in tema di commemorazioni il presidente del Consiglio, Leonardo Trombini, ha voluto ricordare in apertura di seduta la data del 19 luglio 1992, nella quale si verificò la tragica scomparsa di Paolo Borsellino e della sua scorta, per lo scoppio di un potente ordigno di mano mafiosa in via d’Amelio a Palermo. “La strage di via d’Amelio – ha detto Trombini – rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche”.

Durante la seduta, l’assessore alla Sicurezza stradale, Tonino Zanni, ha presentato la delibera dello schema di convenzione con il Comune di Bondeno per la gestione dell’autovelox sulla strada provinciale Virgiliana. L’accordo giunge dopo quelli già chiusi fra Provincia e Comuni di: Jolanda, Mirabello, Vigarano e Copparo e riguarda quelle situazioni nelle quali su alcune strade provinciali sono già stati installati autovelox.
Le convenzioni prevedono che le apparecchiature esistenti rimangono in gestione ai Comuni fino alla scadenza naturale dei relativi contratti, riconoscendo alla Provincia un 5% degli introiti per contravvenzioni. Successivamente, la gestione passerà nelle mani della Provincia che riconoscerà ai Comuni il 15% degli incassi e un ulteriore 5% alla volta fino al raggiungimento della quota 50%.
Fra gli interventi sulla delibera, quello dell’assessore ai Lavori pubblici, Davide Nardini: dopo Cento e Ferrara, con i quali l’accordo è imminente, manca solo Comacchio all’appello dei Comuni della provincia.
Sulla sicurezza stradale la Provincia investe anche 800mila euro, ad esempio, per installazioni semafori, segnaletica e piste ciclabili, in accordo coi Comuni di: Codigoro, Formignana, Tresigallo, Argenta e Copparo. Non si creda però che l’installazione dei velox possa avvenire ovunque, perché serve l’autorizzazione della Prefettura. In risposta a Davide Verri (perché non c’è alcun dispositivo analogo sulla Bondeno – Casumaro?), sulla Casumaro-Bondeno la Provincia sarebbe favorevole a prevedere un velox, ma è in corso un confronto con l’ufficio territoriale del governo.
La delibera è stata approvata con 21 voti favorevoli e un astenuto (Verri).
 
L’assessore alle Politiche del Lavoro, Caterina Ferri, ha illustrato la convenzione con Portomaggiore per la gestione del Centro impiego di quel comune.
Il tema è quello della ridefinizione degli orari di apertura al pubblico, in seguito alla decisione presa dalla giunta provinciale l’anno scorso di rivedere le modalità di accesso agli uffici su tutto il territorio provinciale.
“Dai dati in nostro possesso – ha detto Caterina Ferri – la media attuale di frequenza alla sede di Portomaggiore è di tre persone al giorno, pertanto l’ufficio dal primo agosto resterà aperto solamente il giovedì, mattina e pomeriggio, a partire dal primo agosto di quest’anno”.
Una soluzione che la stessa assessora ha definito “dimensionata alla domanda di accesso, sempre disposti tuttavia – ha voluto aggiungere – a rimodulare le apertura in base alle nuove necessità e richieste che dovessero farsi presente”.
La delibera è stata approvata con 17 voti favorevoli e 7 astensioni.

Un altro odg presentato dal consigliere PdL Cristiano Di Martino ha chiesto l’impegno della presidente a “non dare la propria disponibilità ad ospitare nelle discariche presenti sul territorio provinciale qualsivoglia quantitativo di rifiuti proveniente dalla città di Napoli”.
La stessa presidente Marcella Zappaterra ha replicato: contrariamente a quanto emerso nei giorni scorsi, il quantitativo atteso sarà di 5mila tonnellate e il vantaggio economico per Ostellato sarà di 20 euro a tonnellata, pari a 100mila euro in totale.
La possibilità di ospitare questa tipologia di rifiuti si riduceva in regione alle sole realtà di Ostellato e Imola. Occorre spiegare, poi, perché per il caso profughi sia necessario e doveroso invocare il principio di solidarietà e per una questione che riguarda l’intero paese come quella che accade a Napoli, no. La Regione Emilia-Romagna ha fatto in ambedue i casi una scelta di solidarietà e per tutelare la salute dei cittadini e la dignità della persona. È il caso di smetterla con proclami e annunci populistici quando in ballo ci sono questi problemi.

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