6 luglio 2011 - Cronaca

Rasata e sequestrata

Una badante ucraina per un giorno vittima del ‘fidanzato’

Nella mattinata del 30 giugno 2011, si è presentata negli uffici della Questura una cittadina ucraina per segnalare che era in atto un sequestro di persona.
La ragazza ha dichiarato di avere poco prima appreso dal suo fidanzato, attualmente in Ucraina, che la madre di lui, 52enne, era trattenuta contro la propria volontà all’interno dell’abitazione di un suo conoscente. Sempre secondo la segnalazione, il ragazzo aveva appreso la notizia direttamente dalla madre, che si era collegata via Skype ed era riuscita a fornire poche informazioni, prima di venire scoperta, provocando la brusca reazione dell’uomo che la stava tenendo segregata. Nella comunicazione la donna era riuscita tuttavia ad informare il figlio che l’uomo l’aveva privata dei vestiti, che aveva ridotto in brandelli e che addirittura l’aveva completamente rasata.
A tale notizia la giovane aveva tentato a sua volta a mettersi in contatto con la connazionale, madre del suo fidanzato, ma stranamente la conversazione era avvenuta in lingua italiana, su richiesta della donna che nel contempo le specificava di non avere bisogno di nulla, di stare bene e di non andare dalla polizia. Evidentemente la conversazione stava avvenendo alla presenza dell’uomo che voleva capire esattamente cosa le due donne stessero dicendosi.
Alle successive ore 15 circa, è scattato il blitz per liberare la donna. Tre equipaggi della Squadra Mobile, diretti dal Dirigente, si sono rapidamente portati a Poggio Renatico, all’indirizzo segnalato. Dopo avere ripetutamente bussato alla porta d’ingresso dell’appartamento, il personale intervenuto aveva modo di udire imprecazioni provenire dall’interno e dunque avvertire la chiara presenza di un uomo all’interno. Dopo numerosi richiami e diffide da parte del personale intervenuto F.L., 64 anni italiano del posto, si presentava sull’uscio vestito dei soli slip e di malavoglia permetteva l’ingresso agli investigatori.
Una volta entrati ci si poteva immediatamente rendere conto che nel buio della camera da letto vi era una donna, stesa a letto e priva degli abiti. Dopo avere recuperato alcuni indumenti, una maglietta ed un paio di pantaloncini da uomo, gli agenti chiedevano alla donna di uscire dalla camera. Scioccata e fortemente provata, completamente e malamente rasata, una volta uscita dalla camera è stata accompagnata in Questura, opportunamente tenuta a distanza dall’uomo che fino a quel momento la teneva segregata, impedendogli anche solo di comunicare gestualmente qualsivoglia minaccia.
L’atteggiamento dell’uomo continuava ad essere assai arrogante tanto che in diverse occasioni lo si è vigorosamente richiamato ad un comportamento più rispettoso e collaborativo. Nell’adiacente cucinotto, proprio all’interno del bidone dell’immondizia sono stati recuperati e sequestrati i brandelli degli abiti della donna, compresa anche la biancheria intima.
Una volta accompagnata negli Uffici della Squadra Mobile e con il conforto della sua connazionale, la donna ha trovato il coraggio di denunciare la grave situazione patita, e raccontando anche i dettagli del suo legame con F.L. La donna infatti conosce da qualche tempo l’uomo e lo frequenta saltuariamente. Ultimamente l’uomo si era fatto sempre più possessivo e pressante, nonostante la donna non avesse nessuna intenzione di allacciare una stabile relazione sentimentale. Quando F.L. si è reso conto che l’amica V.O. stava per allontanarsi da Ferrara per andare a lavorare in un’altra città, in lui è scattata l’idea di sequestrarla, sottometterla psicologicamente, privarla degli abiti e rasarla, proprio per impedirle di abbandonarlo.
Accompagnato in Questura naturalmente l’uomo ha fornito una sua versione dei fatti che tuttavia è ritenuta quantomeno mendace, soprattutto alla luce delle condizioni psicologiche in cui versava la donna all’atto dell’irruzione degli investigatori che l’hanno liberata. Il giorno seguente, 1 luglio, si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto ed attualmente, sino alla data fissata per il processo, F.L. rimarrà in carcere.

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