29 agosto 2018 - Cronaca

Bimbi Saharawi a Lido degli Estensi, una serata speciale per “i piccoli ambasciatori di pace”

L’evento dedicato a loro da “Piadina e altro da Frank”

Sono occhi neri e profondi quelli dei nove “piccoli ambasciatori di pace”, i bambini profughi Saharawi, accolti a Casal Borsetti da Auser Ravenna, in collaborazione con il Comune di Ravenna. Occhi che si sono illuminati di gioia il 20 agosto scorso in occasione di una serata dedicata completamente a loro, al chiosco “Piadina e altro da Frank” a Lido degli Estensi, in via Cagliari.

Ad una cena speciale, con i prodotti del territorio, è seguito un esilarante spettacolo di marionette sul tema dell’amicizia fra “esseri completamente diversi fra loro”. Mattatore della serata è stato l’artista poliedrico Mattia Simoncelli.

“L’iniziativa è nata nel modo più semplice possibile – ci ha spiegato Rosanna, proprietaria del chiosco, insieme al marito Franco -. Ho un’amica volontaria Auser, che offre il suo aiuto nella mensa che prepara i pasti per questi bambini. Qualche giorno fa sono andata con lei e quando li ho visti mi è venuto spontaneo pensare di organizzare qualcosa per regalargli qualche ora di buon umore e serenità”.

I bambini (tre femmine e sei maschi) hanno soggiornato a Ravenna – lasciando l’Italia lo scorso venerdì - in virtù del progetto che vede impegnata l’Auser (insieme al Comune di Ravenna, alle associazioni Kabara Lagdaf di Modena, al dormitorio Re di Girgenti e a tante altre realtà del territorio e a singoli cittadini) nel permettere loro di trascorrere alcuni giorni a Casal Borsetti, dove hanno ricevuto cure e assistenza. Dal 2016, ogni estate, per circa due settimane, alcuni piccoli provenienti dai Campi profughi Saharawi vengono ospitati nella nostra città; dal 2018 essi soggiornano al Centro Culturale Ricreativo Auser Scuola Viva (nei due anni precedenti – sempre con la gestione Auser - risiedevano a Lido Adriano, presso il centro sportivo dell’A.S.D. Calcio). Molti di loro sono affetti da gravi patologie, che vengono curate e controllate presso le strutture sanitarie della Regione.

“Sono tanti i bambini affetti da malattie, disabilità e malformazioni di vario genere - spiega l’Auser Ravenna -. Tanti sono malati di celiachia; un altro problema è l’asma causata dal caldo arido e dal vento secco che soffia continuamente sollevando polvere di sabbia che entra ovunque; la calcolosi renale è invece determinata  dalla siccità e dall’utilizzo di acqua (di dubbia potabilità) proveniente da pozzi e cisterne esposte al caldo, che vengono riempite ogni mese.

Una delle malformazioni più comuni è il labbro leporino che se non adeguatamente trattato procura conseguenze importanti per l’organismo. Tanti sono  i bambini portati in Italia per seguire terapie e subire interventi di  altissima precisione, molti sono partiti dai campi su sedie a rotelle o con disturbi molto marcati, sono tornati dai genitori camminando sulle loro gambe”.

Come è noto, per le particolari vicende legate alla decolonizzazione del Sahara occidentale - territorio che si affaccia sull’Atlantico e confina con il Marocco, l’Algeria e la Mauritania – e la violenta occupazione di Marocco e Mauritania prima, e del solo Marocco poi, il popolo Saharawi vive in gran parte in esilio, fra grandi difficoltà, nei campi profughi nei pressi di Tindouf (sud-ovest algerino). L’aspettativa di vita è 66 anni e il 44% della popolazione vive - grazie agli aiuti umanitari - con meno di 1$ al giorno.

C. Nardi

 

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