Arpa di luce protagonista a Comacchio per il Ravenna Festival

Tre straordinarie giornate di luci e suoni al Trepponti

Le suggestive valli di Comacchio, apprezzate in tutto il mondo per la loro straordinaria bellezza, faranno da sfondo a tre giornate del Ravenna Festival. Infatti da questa sera fino a domenica 31 maggio, dalle 21 alle 24, il luogo simbolo della città, l'originalissimo complesso architettonico Trepponti, prenderà le sembianze di un grande strumento musicale capace di far vibrare luce e suono tra le arcate e lungo il crocevia dei canali sottostanti.

Una grande installazione immateriale, perché costituita dalla luce e dai suoni incantatori che essa stessa genera, in una sorta di visionaria interpretazione della più visionaria delle cantiche dantesche: il Paradiso, di cui si evoca anche l'Armonia delle sfere. Tutto questo anche sulla suggestione di un altro grandissimo poeta: Torquato Tasso. Arte, musica, Hi-Tech e poesia dunque unite assieme in un progetto polisensoriale che non ha precedenti.

Arpa di Luce – già presentata a Luminale Frankfurt (Germania), al MAGA di Gallarate, nella Rocca Paolina di Perugia, alla Biennale di Venezia, a Nazareth (Israele), al Piccolo Teatro di Milano, in piazza Duomo a Monza, al MACRO Testaccio di Roma - si presenta ora in una nuova veste, traendo ispirazione dal luogo e dalla sua storia. Al calare della luce, sempre più visibili dopo il tramonto, prendono forma 11 corde di luce laser tese fra le due torri quadrangolari del triplo ponte di Comacchio: l’Arpa può essere percepita come una rete tirata fra le due torri, a sbarrare il passo verso il mare.

Le 11 corde di luce sono lambite da altrettanti pendoli che, una volta avviati, creano una musica infinita, generata dal continuo trasformarsi di figure a serpentina: quasi una metafora del percorso di un’anguilla.

Con “mirabil uso” Torquato Tasso racconta dell’ingegnoso sistema dei pescatori di Comacchio per catturare le anguille. La figura allungata di questo pesce si materializza nell’oscillazione della linea di pendoli che animano un divenire di figure sinuose. Arpa di Luce è una rete nella quale rimane impigliata l’anguilla. L’installazione si potrà godere da tutte le prospettive, sia dalla strada, sia osservandola con le spalle rivolte verso il paese. I pendoli sospesi oscillano, forse a causa del vento, oppure avviati dal pubblico. La rete di luce attraversata dal moto sinuoso dei pendoli è al centro dell’attenzione, ma da essa si dipanano anche una serie di eventi luminosi e sonori, che riverberano su archi, mura e superfici d’acqua dei canali.

11 raggi di luce laser sonori, un grande strumento che produce tutt’intorno straordinari effetti visivi collegati con naturalezza all’intenzione musicale: sentire e vedere coincidono nel medesimo gesto.

La combinatoria dei periodi dei pendoli genera un divenire di figure semplici e complesse. A ciascun pendolo è affidata una corda di luce e l’insieme delle oscillazioni genera una melodia infinita di grande incanto.

Arpa di Luce è una scultura luminosa e allo stesso tempo un vero strumento musicale suonato dal moto dei pendoli e da Pietro Pirelli, che ha elaborato una propria tecnica per suonare l’arpa laser, dove le dita intercettano corde immateriali articolandosi nel vuoto.

Nella sola serata del 30 maggio sono in programma anche alcune brevi performance musicali ripetute più volte nell’arco della serata (alle 21.30, 22.00, 22.30 e 23.00). In dialogo con la magia “del suonare la luce” di Pietro Pirelli, uno dei più grandi suonatori di oud (liuto arabo), il musicista israeliano Wisam Gibran – che ha tenuto un memorabile concerto nel 2012 con l’Arpa di Luce nella piazza di Nazareth – e il contrabbassista Lorenzo Serafin, che ha più volte partecipato alle performance musicali con Pirelli e l’Arpa di Luce.

 

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