29 gennaio 2020 - Cento, Cronaca, Cultura e Spettacoli

Prorogata la mostra "Emozione Barocca. Il Guercino a Cento"

Fino al 13 aprile 2020 alla Pinacoteca San Lorenzo e alla Rocca

A seguito del grande interesse di pubblico e di critica, e per soddisfare le crescenti richieste di visita da parte dei gruppi, la mostra che Cento (FE) dedica al Guercino (1591-1666), il suo cittadino più illustre, è stata prorogata fino al 13 aprile 2020.

La rassegna, EMOZIONE BAROCCA. Il Guercino a Cento, curata da Daniele Benati e allestita alla Pinacoteca San Lorenzo e alla Rocca, documenta l’evoluzione stilistica dell’artista centese, dalla formazione alla maturità, attraverso 28 dipinti, 32 affreschi e 20 disegni, opere in gran parte appartenenti al patrimonio culturale cittadino, mai più esposti al pubblico dopo il terremoto del 2012, come le tele della Cappella Barbieri della Chiesa del Rosario, cappella di famiglia del pittore ricostruita all’interno del percorso espositivo, insieme ad altre opere della Pinacoteca Civica di Cento, attualmente inagibile.

“Un doveroso ringraziamento a CMV Servizi – raccontano Fabrizio Toselli, Sindaco di Cento ed Elena Melloni, Assessore alla Cultura, al Turismo e alle bande del Comune di Cento  –  per avere accolto la nostra richiesta di proroga a conferma di una positiva sinergia tra Comune e partecipata, e a tutti i partner dell’iniziativa, in particolare ai prestatori delle opere in mostra. Visto il trend crescente del numero di visitatori alla mostra, abbiamo deciso di mantenerla aperta con le aperture straordinarie di Pasqua e il lunedì dell’Angelo, per permettere ad un numero sempre maggiore di persone di poter vivere “Il Guercino a Cento”, contribuendo alla valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale”.

 

LA MOSTRA

Il percorso espositivo, che parte dalla Pinacoteca San Lorenzo, si apre con i lavori di tre maestri cui il Guercino guardò con particolare interesse negli anni dei suoi esordi: Ludovico Carracci (Madonna in trono e Santi, dalla Pinacoteca civica di Cento), vero modello per il pittore di Cento e di cui l’anziano artista bolognese fu fervente sostenitore e appassionato ammiratore, Carlo Bononi (I Santi Lorenzo e Pancrazio, dalla chiesa di San Lorenzo a Casumaro, frazione di Cento) uno dei protagonisti della pittura del Seicento da cui apprese il senso plastico delle forme e il ferrarese Scarsellino dal quale imparò il cromatismo della pittura veneta.

Oltre al già ricco nucleo di opere di Cento sono presentate altre tele pregevoli provenienti da città vicine come l’Assunta con angeli e i santi Pietro e Girolamo proveniente dalla Cattedrale di Reggio Emilia, un’opera che per la prima volta esce dal duomo cittadino, il San Francesco con San Luigi di Francia oranti proveniente dalla Parrocchiale di Brisighella e la spettacolare Madonna col Bambino dormiente proveniente dalla Collezione Salamon di Milano.

Un’importante porzione della mostra è riservata nella Pinacoteca San Lorenzo alla ricca collezione di disegni di Guercino di proprietà della Pinacoteca Civica di Cento, e altri fogli che provengono da collezioni private e istituti bancari che documentano la sua straordinaria capacità inventiva e il suo innato talento grafico.

Alla Rocca il visitatore è poi accompagnato tra le opere giovanili del Guercino, caratterizzate da una grave forza chiaroscurale, da intensi contrasti cromatici e da una pittura che risente del tonalismo di scuola veneziana. Sono esposti un nucleo rilevante di affreschi, oltre al ciclo decorativo che Il Guercino e i suoi allievi hanno eseguito nella Casa Chiarelli (già Benotti) a Cento, di recente acquisiti dal Comune e mai esposti al pubblico fra cui destano particolare interesse le opere realizzate a tempera su tela con la tecnica del guazzo: Paesaggio con festa da ballo di campagna e Paesaggio con briganti che attaccano la festa da ballo. Questa acquisizione è stata oggetto di trattazione da parte della prestigiosa rivista The Burlington Magazine e rappresenta un apporto significativo alla conoscenza dell’attività del giovane Guercino come decoratore di alcune dimore signorili della sua città natale.

Chiude idealmente il percorso la prima opera di Guercino finora conosciuta, realizzata all’età di otto anni sul muro della casa paterna a Cento, che raffigura la Madonna della Ghiara.

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