Diamo ‘strappi’ in automobile

1 Marzo 2011 | 

 Si diffonde la buona abitudine del car-pooling la vettura condivisa

 
Ci sono gesti che compiamo ogni giorno in maniera assolutamente automatica e scene che fanno parte del vissuto quotidiano: saliamo in auto, mettiamo in moto, trascorriamo un po’ di tempo fra le varie code ai semafori e gironzoliamo un altro po’ per il quartiere in cerca di parcheggio. Ma avete mai provato ad osservare le automobili che ogni mattina congestionano il traffico all’ora di punta? E’ un esercizio che viene meglio se siete a piedi o i bicicletta – ma funziona anche dal volante del vostro mezzo: provate a contare quante sono le auto che portano almeno un’altra persona oltre il conducente. Poche, anzi pochissime: in ambito urbano il numero di persone mediamente a bordo di un’automobile è di 1,2 - vale a dire che se al semaforo avete davanti 10 auto vi troverete in coda con sole 12 persone. 
Tutto questo significa che le nostre città perdono vivibilità di anno in anno principalmente a causa della cattiva gestione della mobilità. Non tutti i cittadini hanno la possibilità di spostarsi utilizzando la bicicletta o i mezzi di trasporto pubblico – principalmente nel muoversi verso e dal proprio posto di lavoro – ma anche per chi non può esiste un’opportunità alternativa: il car-pooling o car-sharing  Anche se risultano essere termini praticamente intraducibili in italiano, suonerebbero come “co-carrozzaggio”, sono semplici nella loro essenza: condividere l’automobile. 
Mentre negli anni scorsi il “darsi uno strappo” era una pratica spontanea molto utilizzata è poi caduta in disuso a causa dell’apparente necessità di autonomia delle persone, tuttavia al momento risulta essere al centro di un programma di rivalutazione ed istituzionalizzazione. Pioniera in Italia è stata l’Università Cattolica di Milano che nel 2008 mise a disposizione dei dipendenti dell’ateneo un portale dedicato alla condivisione dell’automobile fra persone che fanno lo stesso progetto. Il meccanismo era semplice: bastava registrarsi, specificare il proprio percorso e creare i proprio profilo (dati anagrafici, se si era fumatori o meno e se si intendeva mettere a disposizione la propria auto o  meno). A quel punto sulla mappa si potevano visualizzare gli altri dipendenti iscritti al servizio e il loro percorso, mettendosi in contatto con quelli con cui sarebbe stato possibile formare un “equipaggio”.
Dal 2008 ad ora le piattaforme web del car-sharing si sono diffuse ed implementate offrendo sempre più garanzie rispetto all’identità dei passeggeri e dei guidatori, moltiplicando i percorsi da condividere e riuscendo a mettere in contatto compagni di viaggio con esigenze analoghe, piacevoli e cordiali –  soprattutto grazie al sistema di feedback che caratterizza quelle più moderne. Solo per fare degli esempi, su tutto il territorio nazionale esistono roadsharing.com che è disponibile anche su Twitter, Facebook e FriendFeed, viaggiareinsieme.it che essendo integrata con Google Map rende più facile trovare dei passaggi o compagni di viaggio anche se si cambia spesso percorso, tandemobiliy.com che offre anche un servizio di car-sharing aziendale, fino a passaggio.it che ha persino un’ App specifica per l’iPhone.
Nel frattempo, mentre i privati cittadini organizzano il loro car-sharing e risparmiano tempo, stress e denaro, anche le aziende statali e le pubbliche amministrazioni cominciano a darsi da fare: nell’estate del 2009 Autostrade per l’Italia aveva presentato lo “sconto” car-pooling sul tratto Como-Varese, ossia applicava una tariffa di passaggio al casello di Euro 0,50 invece dei soliti Euro 1,30 alle auto che viaggiavano con almeno 4 persone a bordo e – contemporaneamente- aveva istituito una piattaforma web di servizio car-poolig per la tratta interessata all’ampliamento dell’Autostrada dei Laghi. Oggi, anche se pochi la conoscono, l’iniziativa è estesa a tutto il territorio nazionale ed è accessibile dal portale autostradecarpooling.it. Invece dal 9 gennaio scorso la Provincia di Bologna ha varato “C’è un posto per te”, un protocollo fra l’ente e 15 comuni della provincia che offre ai cittadini il servizio della piattaforma autocondivisa.bo.it. per promuovere l’uso intelligente dell’auto privata, aumentando il numero di occupanti per auto combinando percorsi comuni. 
You24
Tavolazzi torna alla carica: Hera nasconde la verità -
I Grilli Estensi sulla sicurezza in città -
Il PD nella Cento del Futuro -
arte
Galleria Tortora Agostino -
Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo De Pisis" -
Galleria Lux -

Contenuti più visti